Tag: cultura livorno

ARTE E CULTURA SONO CONCETTI PURI

Siamo d’accordo: l’arte e la cultura sono concetti puri, apolitici e apartitici e tali devono restare.

Quando parliamo di arte e cultura si pensa ad un universo incontaminato che appartiene a tutti, nessuno escluso e sono pienamente d’accordo, nessuna bandiera, nessuno schieramento, nessuna sponsorizzazione; non sarebbe possibile, non avrebbe un senso, non rispecchierebbe le idee di libertà ed indipendenza intellettuale insite nella parola stessa, siamo tutti d’accordo.

Ma attenzione!  chiedere a gran voce rispetto, valorizzazione, rinascita, rilancio culturale di tutto il patrimonio artistico che appartiene alla nostra città è un dovere da parte di ogni cittadino che provi amore per una città sempre più lontana e sempre meno sensibile.

Purtroppo le iniziative private, le associazioni e il volontariato che in città in campo artistico è molto attivo e capillare non è sufficientemente supportato dall’ amministrazione centrale e questo penalizza inevitabilmente ogni iniziativa. Ma chi non crede che non ci sia stata fino ad ora una politica timbrata Pd o Movimento 5 Stelle dietro a tutti i patrocini GRATUITI, rilasciati dal Comune per ogni manifestazione culturale, si sbaglia di grosso; tutto ciò che è approvato nel bene e nel male dal Comune è politica, magari mascherata da sogni nostalgici dal momento che si parla di arte e cultura…ma senza politica, senza un’amministrazione centrale che promuove e sostiene tutte  le iniziative private non avrebbe senso la comunità civile.

Io vorrei un’amministrazione attiva e attenta verso tutte le associazioni che si impegnano seriamente sul territorio, che supporti soprattutto le iniziative di tanti giovani livornesi talentuosi. Auspico un assessore alla cultura che apra tavoli di discussione con la cittadinanza che stimoli le associazioni a presentare progetti di rilancio culturale di questa città. Vorrei un assessore arbitro neutrale che possa coordinare i lavori con seria obiettività, che conosca il territorio e   professionisti competenti che possano dare spessore alla vita cittadina; conoscenze scientifiche e meritocratiche non clientelismo. Per ogni progetto portato in consiglio comunale sarebbe opportuno creare una commissione esterna di professionisti per vagliare tutte le possibilità positive e negative, valutarne le opportunità o le criticità senza strizzare un occhio all’amico dell’amico per favorire uno o l’altro…questo dalla Livorno che vorrei deve scomparire.

Assodato che la politica, nell’arte e nella cultura cittadina inevitabilmente esiste già, cerchiamo che questa sia in mano ai cittadini veramente, diamo voce alle idee di rivalutazione culturale della città, non dividiamoci dietro a bandiere e bandierine, facciamo qualcosa di concreto, liberiamo la città da questa immobilità intellettuale e culturale, andiamo oltre la facciata.

La politica è l’unico strumento per ripulire questa città da questa stagnazione culturale, facciamoci sentire, diciamo basta e riprendiamoci la nostra Livorno

Dr. Alessandra Rontini

 

RIDIAMO VITA AI PARCHI PUBBLICI

RIDIAMO VITA AI PARCHI PUBBLICI ABBANDONATI, A PARTIRE DA VILLA MARIA.

Questo vuole essere un progetto che coinvolge tutti gli operatori del terzo settore e del sociale della città di Livorno (ripetibile anche a livello provinciale e regionale) per la riqualificazione di  tutte le ville ed i parchi pubblici presenti nella città in modo da rendere le stesse nuovamente vive e vivibili. Ogni associazione NO PROFIT, si prenderà carico (con fondi stanziati dal Comune, donazioni dei cittadini interessati e raccolte crownfunding ) di ogni singola villa ed ogni singolo parco presentando  un progetto per essa completo di business plan  in modo da instituire un tavolo tecnico (composto da istituzioni, operatori del settore e tecnici) per poi  vagliare ed approvare il progetto e elargire i fondi necessari  in modo da  attuare in tempi brevissimi e poco burocratici le azioni da portare avanti. Si
andrebbe in questo modo a creare un punto di ritrovo per i cittadini, si ridurrebbe la criminalità che ad oggi esiste dentro questi parchi e ville, a causa del fatto che essi sono poco frequentati con la loro trasformazione in territorio per balordi, teppisti e tossici.

Ogni parco o villa deve essere usufruibile al 100% da chi ha disabilità, senza alcuna barriera architettonica. Dovranno essere dotati di rete di wi-fi libera, in modo da dare a tutti la possibilità di essere connessi.

Le associazioni che hanno preso in carico i parchi dovranno predisporre delle app funzionali in modo che chi si iscrive possa interagire con loro e fare proposte o sollevare problemi.

Per ogni villa comunale andremmo a inserire uno sgambatoio, si eviterà così di far girare i proprietari con i cani legati per le ville e ci sarebbe più pulizia, oltre al fatto di avere sempre la zona vissuta e monitorata.

Facciamo un esempio concreto con VILLA MARIA di via Calzabigi/via Redi: oltre al ripristino della struttura principale (che è stato avviata) esiste un’altra struttura di piccolissime dimensioni dove si potrebbe creare un chiosco (bar pizzeria) con una pedana di discrete dimensioni utilizzabile non solo per le persone durante il giorno, ma potrebbe essere destinata ad ospitare serate danzanti. In questo modo ci riapproprieremmo di questa villa come delle altre se per ognuna fosse presentato e gestito un progetto.

Francesco Vitabile

Presidente

HRD_ONG Resilienza Italia ONLUS

Caso O.A.M.I. a Livorno

Il Comune taglia i contributi finanziari alle strutture diurne onlus , O.A.M.I e A.N.F.A.S, impegnate nel sociale sul nostro territorio, che dunque rischiano la chiusura.

Sono stata contattata da un familiare di un disabile che giornalmente si reca presso la struttura diurna Oami in Via Bonaini, preoccupato per le notizie che sono state comunicate durante l’ultima riunione tenutasi qualche giorni fa : il Comune ha confermato i tagli finanziari alla onlus  per cui di conseguenza sarà prevista una graduale dismissione del servizio, fino alla chiusura definitiva.

O.A.M.I (0pera assistenza malati impediti-onlus ) è un’associazione riconosciuta ai sensi degli articoli 14 e seguenti del Codice civile, eretta in ente morale con DPR 1098 del 27.07.1968. La sede legale è a Firenze ma ha sedi operative su tutto il territorio nazionale; a Livorno esiste un centro diurno (a rischio chiusura) e una casa famiglia (che non corre tale rischio). Il caso di cui parliamo riguarda unicamente il centro diurno in quanto, a differenza della casa famiglia, questo non ha altre forme di finanziamento oltre quelle comunali.

Le persone inabili che frequentano con regolarità questo centro sono per lo più relativamente giovani a carico di genitori molto anziani; garantire attività ricreative, permettere a queste persone di relazionarsi in un contesto confortevole e accogliente era un diritto acquisito che ora vogliono togliere, un’offesa alla dignità umana. Come si può negare un barlume di normalità a persone fragili e far cadere nel baratro più profondo intere famiglie inermi? Come è possibile che un’amministrazione comunale sia insensibile verso le classi più deboli? Come si possono prendere certe decisioni e fare i conti con la propria coscienza a cuore leggero?

Pensate a questi ragazzi che da un giorno all’altro si vedranno negare la possibilità di frequentare un luogo a loro  familiare e incontrare amici con i quali hanno condiviso momenti di serenità. Un’altra grande preoccupazione va alle famiglie di questi ragazzi che si ritroveranno improvvisamente nel baratro più profondo nella consapevolezza non solo di non poter garantire ore liete e ricreative ai propri congiunti ma soprattutto di non essere in grado di accudirli dignitosamente. Non si possono togliere diritti acquisiti e non si può negare quel briciolo di serenità che deve essere concesso agli anziani dopo una vita di sofferenze e sacrifici. Non si può tornare indietro, essere insensibili verso queste che erano state considerate conquiste solo nel 2015 dall’Assessore al sociale, non si possono fare tagli nel sociale: un’amministrazione dalla parte del cittadino deve difendere le classi più deboli. È questo che vogliamo per la nostra città, una amministrazione attenta alle esigenze di tutti i cittadini ad iniziare dalle categorie protette come in disabili.

Dr. Alessandra Rontini

Caffè Bardi a Livorno

RIDIAMO VITA AI FASTI DEL CAFFE’ BARDI, PERCHE’ SOLO ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE DEL NOSTRO PASSATO POSSIAMO RICOSTRUIRE LA NOSTRA IDENTITA’ CULTURALE CONTEMPORANEA SEPOLTA DALL’OSCURANTISMO CULTURALE LIVORNESE

Tutti conosciamo la storia di Livorno e sappiamo come nei primi anni del Novecento tanti furono i tentativi di rilanciare la città all’interno di un contesto internazionale anche nel campo turistico e culturale. Ricordiamo nel 1904, ad esempio, l’inaugurazione dello Stabilimento termale Acque della Salute, meglio conosciuto come Terme del Corallo, progettato dall’Ingegnere Angiolo Badaloni (lo stesso autore del Mercato delle Vettovaglie, inaugurato nel 1894) e chiamato anche “Montecatini a mare”. Ma attraverso questo articolo vorrei rivolgere il mio interesse verso un’altra ricchezza cittadina, quella orami legata alla memoria di pochi curiosi, amanti e studiosi dell’arte e della cultura livornese: Il caffè Bardi e la sua eredità.

Il caffè Bardi, attivo tra il 1908 e il 1921 è stato uno storico ritrovo di artisti e letterati del tempo, si parla di artisti scultori, pittori ma anche di scrittori e musicisti. Il locale si trovava all’interno del palazzo Taddeoli, ad angolo tra via Cairoli e Piazza Cavour, divenuta in seguito sede del Banco di Roma.

Da amante e studiosa d’arte, leggendo il saggio scritto dal Dottor Michele Pierleoni (noto Storico d’arte livornese), “Mario Puccini al Caffè Bardi, incontri artistici e culturali nella Livorno di inizio Novecento” mi sono emozionata ricostruendo con la mia mente, attraverso i documenti descritti, l’atmosfera culturale che si andava respirando, un qualcosa che difficilmente si ripeterà nella nostra città.

Incontri d’arte ma non solo, si discuteva di tutto ciò che era cultura, si facevano congetture, si disegnavano caricature e grafiche sui muri a testimoniare la propria presenza. Il Caffè Bardi chiude proprio nel 1921, dopo la scomparsa di Mario Puccini, (figura storica e emblematica del Caffè Bardi) e dopo la nascita il Gruppo Labronico nel quale confluiranno molti dei frequentatori del locale.

Sarò nostalgica, quello che volete, ma sono radicata alle mie origini, così come a Firenze sono orgogliosi della storia del Caffè Michelangelo, io rivendico la storia del Caffè Bardi come patrimonio livornese. Mi rammarico che le amministrazioni precedenti non abbiano mai dato spazio a questa breve ma intensa esperienza cittadina che merita come minimo di essere citata nella memoria storica di Livorno.

Io vorrei andare oltre al nostalgico ricordo, io proporrei una vera e propria celebrazione annuale che possa sensibilizzare i giovani livornesi verso un passato storico che è anche il loro, e far conoscere questa realtà anche fuori dei nostri confini. Come? Attraverso un ciclo estivo di conferenze storico letterarie di rilievo coinvolgendo storici e storici dell’arte come ad esempio il Professor Alessandro Barbero, o Vittorio Sgarbi e molti altri. Se una cosa simile è possibile in Versilia, cosa abbiamo di meno a Livorno per poterla realizzare? Mancanza di soldi? Quelli si trovano, se pensiamo anche alla ricaduta turistico commerciale che un evento così indurrebbe in estate. Certo non gli spazi; la mia idea sarebbe quella di creare una sinergia tra lo Chalet della Rotonda, il Premio Rotonda e “Incontri culturali con Mario Puccini al Caffè Bardi”. Vi piace questo progetto? Allora lavoriamoci tutti insieme, combattiamo questo fastidioso radicato oscurantismo culturale livornese.

Dr. Alessandra Rontini

Arte e cultura: associazionismo e promozione

A Livorno è usuale avere parole di rassegnazione per una città che poco offre a livello di iniziative culturali. Io,  Alessandra Rontini, essendo parte attiva di un sistema di aggregazione sociale molto capillare in città, spesso rimango perplessa e amareggiata, perché mi rendo conto di come il messaggio culturale, portato avanti da molte persone competenti, non venga recepito dalla maggior parte dei nostri cittadini.

A tal proposito mi sento di puntare il dito verso un’amministrazione centralista che, perseguendo obbiettivi certamente più comodi e di maggior effetto visivo sulla città, ha trascurato le piccole realtà che operano nel campo dell’arte e della cultura e che solo grazie alle proprie forze, portano avanti progetti ed eventi di grande rilievo ma che senza un coordinamento programmatico centrale non saranno mai in grado di farne un’adeguata promozione.

Da anni faccio parte di alcune associazioni culturali livornesi che operano sul territorio, ne posso indicare alcune, oltre al già citato  fiore all’occhiello  Gruppo Labronico (vedi articolo precedente a mia firma.) Ad esempio,  “Fidapa”, Federazione Italiana Donne, Arti , Professioni Affari, associazione che ha sedi in tutto il mondo. Le socie della sezione di Livorno che, volontariamente,  mettono a disposizione le loro alte competenze  e professionalità, organizzando interessanti eventi culturali (e non solo) sul nostro territorio cittadino e provinciale, tra cui una Rassegna Nazionale d’arte che si tiene a Livorno con scadenza annuale. “Toscana Arte”, associazione nata in memoria del pittore labronico Giovanni March che ad oggi racchiude validissimi artisti contemporanei e promuove diverse iniziative. “Arte a Livorno e oltre confine”, associazione nata come “costola” dell’omonima rivista di settore labronica, ( Arte a Livorno e …oltre confine) che da ben venticinque anni promuove, con grande professionalità, iniziative culturali di artisti, associazioni, enti pubblici, gallerie private (grazie all’impegno costante, proficuo e altamente professionale del Direttore Mauro Barbieri e della sua redazione); rivista alla quale purtroppo non viene riconosciuto il giusto peso da parte di un’amministrazione sempre più lontana, indifferente  e insensibile verso un’attività  promulgativa che renda l’arte storica e contemporanea livornese competitiva sul comprensorio toscano (e non solo) . Non posso non citare l’associazione onlus “Terme del corallo” che, sotto la guida della Dott.ssa Silvia Menicagli, da anni sta portando avanti l’ambizioso progetto di recupero e rivalutazione dell’antico stabilimento termale. Mi fermerei qua per non fare di questo articolo un elenco infinito delle tantissime realtà più o meno grandi che operano con passione, ( per giunta autotassandosi) pur di  portare avanti progetti di grande rilevanza per e sul nostro territorio; realtà che ripeto e sottolineo completamente snobbate e lasciate sole da un’amministrazione sempre più cieca verso le esigenze degli operatori e di conseguenza dei cittadini.

Da privata cittadina innamorata della mia città, consapevole delle numerose potenzialità che Livorno può offrire in termini di arte e cultura, ritengo che un’amministrazione lungimirante dovrebbe fare tesoro di queste realtà sostenendole, supportandole e promuovendone le iniziative anche fuori provincia. 

L’amministrazione comunale ha l’onere di convogliare tutte le energie di queste operose associazioni verso un fine comune e non abbandonarle a se stesse senza un filo logico costruttivo e pienamente condiviso con tutta la città. La ricetta chiave è quella di creare sinergie e questo sarà possibile solo attorno ad un tavolo nel quale un assessore o chi per lui crei un rapporto diretto e programmatico continuativo con i rappresentanti delle associazioni per valutare progetti culturali di spessore che possano far tornare Livorno un punto di riferimento culturale come lo era nei primi anni del Novecento.

Ecco cosa mi aspetto da un’amministrazione comunale che rispetti la mia città.

                                                         Dr. Alessandra Rontini