Tag: arte

Arte e cultura a Livorno. Prima parte

Non possiamo dimenticare che Livorno ha dato i natali a tantissimi artisti e personaggi dediti al mondo dell’arte e della cultura,  solo per fare qualche nome potremmo citare Mario Puccini, Amedeo Modigliani, Giovanni Fattori, Ulvi Liegi, Plinio Nomellini, Benvenuto Benvenuti, Pietro Mascagni, Giorgio Caproni e molti altri. Livorno è stata terra frequentata dai pittori fiorentini della macchia che hanno  avuto uno scambio culturale continuo e proficuo con la Livorno di fine Ottocento; a loro volta i pittori labronici del primo e del secondo Novecento hanno portato avanti con tanto rispetto e sensibilità la tradizione macchiaiola a noi tutti molto cara.

Pochi invece conoscono “la scuola” di Guglielmo Micheli, altro grande artista dimenticato benché sia stato allievo di Giovanni Fattori e maestro di Amedeo Modigliani; il suo studio, nei primi due decenni del Novecento, era frequentato da tanti artisti labronici tra cui Gino Romiti, Renuccio Renucci e Ferruccio Rontini. Occorre sottolineare che il prossimo anno ( 2020) ricorrerà il centenario dalla nascita del Gruppo Labronico, della cui storia ci sarebbe da scrivere pagine e pagine, mi limiterò solo a fare presente che  l’Amministrazione Comunale non ha mai fatto alcuna attività per far conoscere, rivalutare, promuovere e divulgare questo patrimonio culturale, sì perché il Gruppo Labronico è un vero e proprio patrimonio sia in termini di archivio storico sia per le numerose opere presenti in molte case di amatori (e non) livornesi. Per fare il nome di qualche artista de Gruppo Labronico del primo Novecento ad esempio chi non conosce, almeno per sentito dire, Renato Natali, Gino Romiti, Cafiero Filippelli, Giovanni Lomi, Giovanni March, Ferruccio Rontini oltre ai già citati Ulvi Liegi e Plinio Lomellina. Mi sorprende come l’amministrazione Comunale negli anni non abbia, salvo rarissimi casi, promosso un’attività concreta e programmatica al fine di far conoscere questa realtà nella nostra città e fuori.

 All’interno della bellissima, ma trascurata, Villa Mimbelli è situato il Museo Fattori, all’interno del quale grande spazio espositivo è stato dato giustamente a Fattori, a Corcos, Gordigiani, Lega, Cabianca, Banfi, Boldini, Grubicy de Dragon e via dicendo, con opere stupende e correttamente valorizzate, ma poco spazio è stato dato a mio avviso, ai pittori labronici e questa è una pecca enorme e un danno per la nostra città a cui bisogna necessariamente porre rimedio affinché la memoria artistica livornese non venga dimenticata soprattutto dalle giovani generazioni.

Al Museo Fattori sono esposte egregie opere di Plinio Nomellini e di Ulvi Liegi che furono Presidenti del Gruppo Labronico, e qualche altra opera sparsa di alcuni altri soci del Gruppo. Chi si appresta a visitare le sale espositive, penso soprattutto ai turisti provenienti da ogni parte di Italia (e non solo), non ha alcuna percezione storica del Gruppo Labronico, non esiste alcuna indicazione, alcuna spiegazione didascalica, niente di niente, e questo lo trovo veramente sconcertante. Ritengo sia importante valorizzare il Gruppo Labronico all’interno del Museo con un percorso educativo ben preciso che miri proprio alla conoscenza storica e critica di questo periodo artistico livornese. Io sono livornese ma frequentato abitualmente città del Nord Italia, stando a contatto con il mondo dell’arte e della cultura, sono molto orgogliosa della nostra tradizione labronica, peccato che pochi ne conoscano la storia.

Se vogliamo uscire da questo anonimato che inevitabilmente ci porterà all’oblio è necessario partire da seri progetti portati avanti dall’amministrazione comunale la quale si deve avvalere di validi professionisti nel campo artistico che conoscono e operano sul nostro territorio. A Livorno ci sono storici e critici dell’arte molto validi, associazioni no profit molto attive  ciò nonostante sono realtà che non vengono interpellate , coordinate, supportate o agevolate dall’amministrazione che si limita a concedere su richiesta il patrocinio gratuito senza esborso finanziario, e anzi chiedendo tributi e contributi ad ogni iniziativa.

Il grave errore è non fare affidamento su queste realtà e soprattutto disperdere energie da più parti senza un senso comune, io ritengo che un’amministrazione che si rispetti e che riesca a guardare ad un futuro competitivo debba cercare di programmare delle vere e proprie sinergie.

     

Dr. Alessandra Rontini