Categoria: interviste immaginarie

Intervista immaginaria al candidato Sindaco di Livorno

Caro Candidato Sindaco, perché il centro destra a Livorno? Cosa pensate di offrire?

Una consapevolezza che manca a tutti gli altri candidati: prima di dividersi la ricchezza bisogna crearla. Un sindaco deve creare condizioni favorevoli per chi produce, le imprese, gli artigiani ed i commercianti. Sono loro che creano la ricchezza, in modo da avere risorse da distribuire sul sociale. La sinistra ed i grillini, si propongono di mungere il Sistema in modo assistenzialistico, di punire coloro che producono reddito, coloro che la mattina si alzano all’alba per lavorare e la notte non dormono per trovare il modo di lavorare di più, solo per riuscire a pagare altre tasse. Questo porta ad avere ogni anno una torta sempre più piccola da dividere, con meno risorse, soprattutto a danno di chi ha più bisogno.

Livorno a sinistra per ottant’anni. Che eredità ci viene lasciata?

Una politica di estrema sinistra ha portato Livorno ad avere uno dei redditi pro capite più bassi della Toscana, nonostante il vantaggio di avere un grande porto commerciale, turistico ed industriale, che è stato invece accompagnato verso la depressione economica.  Appena si parla della destra a Livornoò la sinistra evoca la dittatura. Ma in Europa si alternano da 70 anni governi di destra e di sinistra senza che si vedano carrarmati sovietici o squadre fasciste. Solo a Livorno, si demonizza l’alternanza democratica come metodo per la salvaguardia di poltrone occupate da 80 anni sempre dagli stessi soggetti.   

Facciamo un breve excursus sullo scenario politico locale. Salvetti si è presentato con una lista PD annacquata

Vede, la storia si sta facendo giustizia da sola. Un tempo si chiamavano partito comunista e se ne sono vergognati, giustamente. Hanno mutato in Partito Democratico della Sinistra, e se ne sono vergognati ancora. Un male perché una componente di sinistra moderata è parte essenziale degli equilibri di un sistema politico. Ora che si chiamano Partito Democratico si vergognano e basta ed il loro simbolo non solo viene quasi nascosto, ma tentano di nascondere anche la classe dirigente che li governa. Votare PD oggi, a Livorno, significa semplicemente, difendere coloro che hanno una posizione di privilegio acquisita o complicità storiche. 

Come vede allora la posizione di Buongiorno Livorno e Potere al Popolo con Bruciati?

Bruciati è schiacciato sull’estrema sinistra. Quando in un programma parli di espropri ai cittadini, hai scritto la parola fine. In una città che deve attrarre investimenti per rilanciare l’economia, proporre una economia di stampo marxista è la pietra tombale. Tutti i moderati se ne rendono conto. Quando nel 2019 qualcuno ancora si professa comunista significa che auspica la rivolta del proletariato e l’abolizione della proprietà privata. Domani vorranno deportare i dissidenti in Siberia? Forse sarebbe la soluzione perché. con loro, in Siberia si starebbe meglio che a Livorno. Non esiste un programma economico. Per loro si risolve assumendo tutti in Comune. Il problema è che non si rendono conto che servono 5 lavoratori del privato per mantenere un dipendente del Comune. Invece terrorizzano il privato con le loro ideologie antistoriche.

Allora una alternativa credibile è il Movimento Cinque Stelle di Stella Sorgente?

La Sorgente giusto ieri, ha fatto una “confessione di incompetenza” relativamente alla scelta della raccolta rifiuti porta a porta, da lei realizzata! I primi ad essere stati traditi da M5S sono i suoi elettori. Molti dei nostri sostenitori sono i delusi della gestione Nogarin. Proclami senza senso come quelli sul termovalorizzatore. Livorno produce 25.500 tonnellate di indifferenziata all’anno e i grillini vogliono conferirla in discarica? A casa di chi? DI Stella Sorgente? L’aumento della differenziata di cui parlano non potrà mai azzerare l’indifferenziata. Non lasceremo Stella Sorgente seppellirci di immondizia per poi chiederci ancora scusa tra 5 anni. Le politiche senza senso sul traffico e commercio hanno esasperato i Livornesi. Il più grande risultato sbandierato è quello di dare il reddito di cittadinanza a 2.000 persone per non fare nulla, mentre uccidono di tasse chi lavora e il reddito deve finanziarlo.

Cosa avete in comune con Marco Valiani e Livorno in Movimento?

Ma questa domanda mi dà l’occasione di evidenziare chi è andato oltre, ed ha avuto il coraggio di confrontarsi con il fallimento delle politiche grilline in modo costruttivo. Marco Valiani e la sua lista Livorno in Movimento hanno costruito una proposta di rinnovamento che raccoglie le energie positive dell’elettorato grillino, ed hanno aggiunto valore al nostro programma del sindaco. I ragazzi di Livorno in Movimento non sono manipolati dallo spettro ideologico di chi non ascolta neanche cosa dice il centro destra perché così dice Stalin. La loro ricerca di trasparenza, efficienza, buon senso, è a comune e rafforza il desiderio di progresso, modernizzazione, sviluppo del programma della destra Livornese.

Come considera il panorama elettorale minoritario di Livorno?

Esiste poi una galassia di pseudo listarelle di sinistra ed affini che rappresentano la litigiosità dell’estrema sinistra e rivendicano assistenzialismi di ogni genere senza porsi il problema di cosa fare per la città e come sostenere le loro domande. Un frazionamento che evidenzia la mancanza di una linea guida credibile e culturalmente valida in una sinistra che ha vissuto finora nel culto dell’opposizione a qualsiasi cosa e del rifiuto violento del confronto democratico

Quindi non pensa che ci sia un candidato che la possa veramente ostacolare.

Tra noi candidati purtroppo sappiamo che il Tonci è il vero favorito e non ce ne è per nessuno. Il Tonci accomuna tutti quanti noi. Quando c’è da mangiare gratis arriva subito come il PD, se lo inviti a casa te la espropria come Buongiorno Livorno, ed ha inventato il reddito di bighellonaggio prima che i grillini nascessero. Poi è pure grosso e se ti dà una manata lui altro che squadristi. In tutta confidenza, se non lo scrive, anche io voterò il Tonci.

Un’ultima domanda, ma perché una intervista immaginaria e non una vera?

Per due motivi. Il primo che i miei avversari mi hanno attribuito tante dichiarazioni immaginarie che a questo punto ho pensato di adeguarmi. Il secondo che posso creare aspettativa per una serie di interviste vere in cui descriverò in dettaglio il mio programma.