Pacchetto Impresa Livorno

Francesca decide di realizzare il suo sogno ed aprire una bottega di prodotti biologici a Livorno. Dal suo smartphone si collega al servizio Pacchetto Impresa. Un questionario elettronico le permette di descrivere cosa vuole fare e quali sono i permessi e le pratiche di cui ha bisogno. La schermata successiva offre il calendario di tutti gli appuntamenti che deve prendere.

Francesca si reca una sola volta all’ufficio del Comune per consegnare ed autenticare copia di tutti i documenti necessari, e riceve un ID Impresa digitale. Tutti i suoi appuntamenti sono in video conferenza con i vari enti ed uffici. Se Francesca riscontra inefficienze lo segnala sul portale.

Dario è un funzionario del Comune di Livorno. E’ un tutor del Pacchetto Impresa. Lui ed i suoi colleghi, parlando con le associazioni di categoria, aggiornano i contenuti del pacchetto grazie alle segnalazione degli imprenditori. Sono disponibili in video conferenza per aiutarli nella compilazione. Incontrano i vari uffici pubblici e le aziende municipalizzate per standardizzare e semplificare la documentazione e le procedure a vantaggio delle imprese. Grazie alle segnalazioni di Francesca e degli altri imprenditori possono individuare i disservizi e correggerli rendendo il sistema sempre migliore.

Angelo è un grafico industriale romano, con clienti in tutto il mondo, che sogna il mare. E’ venuto a trovare Francesca ed ha scoperto che a Livorno si può vivere e lavorare a misura d’uomo. Ha potuto completare le pratiche sul web da Roma, ed adesso ha il suo studio a Livorno.

Angelo e Francesca dopo il lavoro amano prendere la gabbianella ed andare a vedere il tramonto dal mare.

Vivono nella Livorno che vorrei.  

Andrea Romiti

vettore creata da alekksall – it.freepik.com

Sottopasso via delle Sorgenti

Il sottopasso di via delle Sorgenti è un’opera illogica caratterizzata da scelte poco trasparenti iniziata sotto la gestione del PD. Durante l’esecuzione dei lavoro l’Amministrazione M5S ha mostrato la propria impotenza ed incompetenza, causando ingenti danni ad una importante realtà produttiva come la Drass ed a tutto l’indotto locale. La Drass è una ditta di tecnologie sottomarine che impiega personale e fornitori locali per un prodotto venduto esclusivamente all’estero, che quindi porta ricchezza a Livorno. Il Comune nel corso di tutti questi anni ha solo boicottato la Drass. Basti pensare che la Drass è l’unica azienda a non avere ricevuto ancora neanche il pagamento dei propri piazzali espropriati.

Ma i problemi sono molto più grandi:

  1. La ditta è spezzata in due ed i dipendenti devono passare su una strada ad elevato scorrimento per recarsi da un ufficio all’altro. Il Comune non ha realizzato il ponte pedonale che aveva promesso insieme alle Ferrovie.
  2. Il passo carrabile della Drass è esattamente all’uscita del sottopasso, con rischi per l’ingresso delle merci e delle macchine. Data la conformazione dell’area, il sottopasso è a continuo rischio allagamento.
  3. L’opera, nonostante anni di progettazione e proroghe, è stata realizzata senza sottoservizi, rendendo attualmente impossibile per le aziende del posto accedere a connessioni di gas e elettricità definitive.

La cosa più assurda è che era stata proposta una soluzione adatta, con terreni che la stessa Drass avrebbe comprato e regalato al Comune, che invece non ha voluto neanche sedersi al tavolo.

La Drass ha subito 9 mesi di cassa integrazione, il personale si è ridotto ed il fatturato diminuito. La e si sta riprendendo solo ultimamente grazie a grandi investimenti personali da parte della proprietà. 

Quello che adesso è necessario è rassicurare l’azienda ed i dipendenti almeno realizzando le minime opere per consentire alla ditta di operare: collegamento tra le varie zone in cui è stata spezzata l’azienda, allacciamenti elettrici e del gas, passi carrabili. Tutto quello che in un paese del terzo mondo le ditte fanno senza permessi o che in un paese civile le ditte ottengono dalle amministrazioni in modo efficiente. Invece a Livorno con l’Amministrazione Nogarin non si può ottenere in alcun modo, soprattutto se sei una delle poche ditte che portano lavoro e sviluppo in città.

E magari, per essere giusti e responsabili, fare una verifica delle incompetenze e degli errori tecnici commessi durante il procedimento per chiarire le responsabilità ed migliorare l’efficienza del Comune di Livorno.

 

Andrea Romiti

Arte e cultura: associazionismo e promozione

A Livorno è usuale avere parole di rassegnazione per una città che poco offre a livello di iniziative culturali. Io,  Alessandra Rontini, essendo parte attiva di un sistema di aggregazione sociale molto capillare in città, spesso rimango perplessa e amareggiata, perché mi rendo conto di come il messaggio culturale, portato avanti da molte persone competenti, non venga recepito dalla maggior parte dei nostri cittadini.

A tal proposito mi sento di puntare il dito verso un’amministrazione centralista che, perseguendo obbiettivi certamente più comodi e di maggior effetto visivo sulla città, ha trascurato le piccole realtà che operano nel campo dell’arte e della cultura e che solo grazie alle proprie forze, portano avanti progetti ed eventi di grande rilievo ma che senza un coordinamento programmatico centrale non saranno mai in grado di farne un’adeguata promozione.

Da anni faccio parte di alcune associazioni culturali livornesi che operano sul territorio, ne posso indicare alcune, oltre al già citato  fiore all’occhiello  Gruppo Labronico (vedi articolo precedente a mia firma.) Ad esempio,  “Fidapa”, Federazione Italiana Donne, Arti , Professioni Affari, associazione che ha sedi in tutto il mondo. Le socie della sezione di Livorno che, volontariamente,  mettono a disposizione le loro alte competenze  e professionalità, organizzando interessanti eventi culturali (e non solo) sul nostro territorio cittadino e provinciale, tra cui una Rassegna Nazionale d’arte che si tiene a Livorno con scadenza annuale. “Toscana Arte”, associazione nata in memoria del pittore labronico Giovanni March che ad oggi racchiude validissimi artisti contemporanei e promuove diverse iniziative. “Arte a Livorno e oltre confine”, associazione nata come “costola” dell’omonima rivista di settore labronica, ( Arte a Livorno e …oltre confine) che da ben venticinque anni promuove, con grande professionalità, iniziative culturali di artisti, associazioni, enti pubblici, gallerie private (grazie all’impegno costante, proficuo e altamente professionale del Direttore Mauro Barbieri e della sua redazione); rivista alla quale purtroppo non viene riconosciuto il giusto peso da parte di un’amministrazione sempre più lontana, indifferente  e insensibile verso un’attività  promulgativa che renda l’arte storica e contemporanea livornese competitiva sul comprensorio toscano (e non solo) . Non posso non citare l’associazione onlus “Terme del corallo” che, sotto la guida della Dott.ssa Silvia Menicagli, da anni sta portando avanti l’ambizioso progetto di recupero e rivalutazione dell’antico stabilimento termale. Mi fermerei qua per non fare di questo articolo un elenco infinito delle tantissime realtà più o meno grandi che operano con passione, ( per giunta autotassandosi) pur di  portare avanti progetti di grande rilevanza per e sul nostro territorio; realtà che ripeto e sottolineo completamente snobbate e lasciate sole da un’amministrazione sempre più cieca verso le esigenze degli operatori e di conseguenza dei cittadini.

Da privata cittadina innamorata della mia città, consapevole delle numerose potenzialità che Livorno può offrire in termini di arte e cultura, ritengo che un’amministrazione lungimirante dovrebbe fare tesoro di queste realtà sostenendole, supportandole e promuovendone le iniziative anche fuori provincia. 

L’amministrazione comunale ha l’onere di convogliare tutte le energie di queste operose associazioni verso un fine comune e non abbandonarle a se stesse senza un filo logico costruttivo e pienamente condiviso con tutta la città. La ricetta chiave è quella di creare sinergie e questo sarà possibile solo attorno ad un tavolo nel quale un assessore o chi per lui crei un rapporto diretto e programmatico continuativo con i rappresentanti delle associazioni per valutare progetti culturali di spessore che possano far tornare Livorno un punto di riferimento culturale come lo era nei primi anni del Novecento.

Ecco cosa mi aspetto da un’amministrazione comunale che rispetti la mia città.

                                                         Dr. Alessandra Rontini

Parco Eolico dell’alto Tirreno

La installazione del terminal offshore davanti al Calambrone ha causato grande polemica, in parte motivata ed in parte strumentale. Ma il terminal è ormai realtà, e si può comunque sfruttare la situazione per realizzare un Parco Eolico proprio nell’area di interdizione alla navigazione di OLT.

Quali sono i principali motivi che hanno ispirato questa iniziativa?

Ci sono bassi fondali, un clima ventoso, un porto industriale ed una città a cui dare energia ed un’area di mare su cui non si può navigare. Quindi installando in mare otteniamo una riduzione dell’inquinamento, senza la necessità di occupare altri terreni sulla costa.

Pensiamo anche alla ricaduta sull’occupazione e sulla crescita tecnologica. Installazioni marine, realizzazioni di lavori di carpenteria metallica per i pali delle turbine, gestione della produzione elettrica e manutenzione.

Le strutture realizzate in Nord Europa hanno dimensioni fino a 180MW e sono basate su turbine da 2MW l’una. Un impianto da 120MW è sufficiente al fabbisogno elettrico di circa 125,000 abitazioni nel Nord Europa. Questo significa che grande parte dei consumi energetici della zona potrebbero essere green.

Un progetto di energia pulita può anche ricevere finanziamenti europei e nazionali, oltre al contributo delle grandi aziende nazionali. Le province di Pisa e Livorno possiedono un indotto industriale specialistico che potrebbe ottenere ricadute benefiche da gran parte delle lavorazioni necessarie per la progettazione, installazione e manutenzione del Parco Eolico

Inoltre la popolazione sarebbe entusiasta di essere coinvolta nel primo progetto green energy di Livorno, grazie alla vocazione ambientalista della città. E questa può ancora consolidarsi con una specifica educazione ad una sensibilità ecologica, che il progetto deve prevedere, coinvolgendo le personalità più famose della città insieme ai lavoratori delle aziende e degli uffici coinvolti. Loro ed i loro bambini che frequentano le scuole in oggetto saranno la voce dell’iniziativa sul  territorio.

Installeremo in città schermi che mostrano in maniera misurabile i risparmi ambientali prodotti dal parco eolico, visualizzando le emissioni di CO2 risparmiate ogni giorno. Assegneremo in “adozione” ad ogni scuola una turbina eolica e la chiameremo “wind avatar” della scuola. I ragazzi, con un progetto creativo, inventeranno i colori e il nome del loro wind avatar.

Il Parco Eolico sarà una gigantesca opera d’arte marina, in cui ogni turbina avrà un nome proprio, l’associazione alla sua scuola ed un proprio design grafico. Ogni scuola visualizzerà in tempo reale il contributo ecologico del proprio wind avatar in termini di riduzione di CO2 Il progetto verrà monitorato in un sito web e simulato in 3D, per il coinvolgimento di tutte le scuole d’Italia e d’Europa. Alla fine il Parco Eolico diventerà un’attrazione turistica ed un orgoglio per la popolazione.

APP e semplificazione burocratica per chi fa impresa e associazionismo

Una Livorno del lavoro e dell’efficienza necessità di semplificazioni burocratiche. Un’Amministrazione efficiente è di supporto a chi vuole produrre e a chi vuole fare associazionismo senza scopo di lucro. L’Amministrazione Comunale non deve essere vessatoria, ma deve essere percepita come amica e accompagnare l’imprenditore e l’associazione nel districato mondo burocratico.

Una Amministrazione efficiente dà valore al tempo di chi produce e di chi opera nel terzo settore e sa che ogni secondo distolto per la burocrazia è un furto ai danni delle aziende e all’attività dell’associazionismo.

Una App che è al servizio degli imprenditori e di chi fa associazionismo che gli accompagni da quando nasce la voglia di creare un’attività o associazione, a quando queste siano funzionanti e necessitino di ulteriori permessi e autorizzazioni. Vogliamo che l’Amministrazione comunale sia un’amica e che sia disponibile per 24 ore al giorno a servizio di chi opera nella nostra città sia per scopi di lucro che per associazionismo.

Un App che sarà liberamente scaricabile dagli Store Apple (iOS) e Google (Android) in modo totalmente gratuito.

L’App sarà una sorta di versione potenziata del sito comunale, dove utilizzando credenziali personali, l’imprenditore o chi è titolare di una qualsiasi attività anche non a scopo di lucro, potrà usufruirne ad ogni ora, sarà possibile non solo reperire le informazioni necessarie all’istruzione di ogni pratica, ma si potrà inserire le proprie richieste e verificare lo stato di avanzamento delle pratiche in corso. Una chat attiva, negli orari d’ufficio, con il responsabile del procedimento amministrativo che risponde personalmente alle domande, richieste di chiarimento e che avvisi nel caso di carenza di eventuale documentazione. La possibilità per chi fa impresa o associazionismo di inviare tutto in forma digitale con Pec e firma elettronica, attraverso una semplice icona che farà accedere direttamente alla posta elettronica.

Arte e cultura a Livorno. Prima parte

Non possiamo dimenticare che Livorno ha dato i natali a tantissimi artisti e personaggi dediti al mondo dell’arte e della cultura,  solo per fare qualche nome potremmo citare Mario Puccini, Amedeo Modigliani, Giovanni Fattori, Ulvi Liegi, Plinio Nomellini, Benvenuto Benvenuti, Pietro Mascagni, Giorgio Caproni e molti altri. Livorno è stata terra frequentata dai pittori fiorentini della macchia che hanno  avuto uno scambio culturale continuo e proficuo con la Livorno di fine Ottocento; a loro volta i pittori labronici del primo e del secondo Novecento hanno portato avanti con tanto rispetto e sensibilità la tradizione macchiaiola a noi tutti molto cara.

Pochi invece conoscono “la scuola” di Guglielmo Micheli, altro grande artista dimenticato benché sia stato allievo di Giovanni Fattori e maestro di Amedeo Modigliani; il suo studio, nei primi due decenni del Novecento, era frequentato da tanti artisti labronici tra cui Gino Romiti, Renuccio Renucci e Ferruccio Rontini. Occorre sottolineare che il prossimo anno ( 2020) ricorrerà il centenario dalla nascita del Gruppo Labronico, della cui storia ci sarebbe da scrivere pagine e pagine, mi limiterò solo a fare presente che  l’Amministrazione Comunale non ha mai fatto alcuna attività per far conoscere, rivalutare, promuovere e divulgare questo patrimonio culturale, sì perché il Gruppo Labronico è un vero e proprio patrimonio sia in termini di archivio storico sia per le numerose opere presenti in molte case di amatori (e non) livornesi. Per fare il nome di qualche artista de Gruppo Labronico del primo Novecento ad esempio chi non conosce, almeno per sentito dire, Renato Natali, Gino Romiti, Cafiero Filippelli, Giovanni Lomi, Giovanni March, Ferruccio Rontini oltre ai già citati Ulvi Liegi e Plinio Lomellina. Mi sorprende come l’amministrazione Comunale negli anni non abbia, salvo rarissimi casi, promosso un’attività concreta e programmatica al fine di far conoscere questa realtà nella nostra città e fuori.

 All’interno della bellissima, ma trascurata, Villa Mimbelli è situato il Museo Fattori, all’interno del quale grande spazio espositivo è stato dato giustamente a Fattori, a Corcos, Gordigiani, Lega, Cabianca, Banfi, Boldini, Grubicy de Dragon e via dicendo, con opere stupende e correttamente valorizzate, ma poco spazio è stato dato a mio avviso, ai pittori labronici e questa è una pecca enorme e un danno per la nostra città a cui bisogna necessariamente porre rimedio affinché la memoria artistica livornese non venga dimenticata soprattutto dalle giovani generazioni.

Al Museo Fattori sono esposte egregie opere di Plinio Nomellini e di Ulvi Liegi che furono Presidenti del Gruppo Labronico, e qualche altra opera sparsa di alcuni altri soci del Gruppo. Chi si appresta a visitare le sale espositive, penso soprattutto ai turisti provenienti da ogni parte di Italia (e non solo), non ha alcuna percezione storica del Gruppo Labronico, non esiste alcuna indicazione, alcuna spiegazione didascalica, niente di niente, e questo lo trovo veramente sconcertante. Ritengo sia importante valorizzare il Gruppo Labronico all’interno del Museo con un percorso educativo ben preciso che miri proprio alla conoscenza storica e critica di questo periodo artistico livornese. Io sono livornese ma frequentato abitualmente città del Nord Italia, stando a contatto con il mondo dell’arte e della cultura, sono molto orgogliosa della nostra tradizione labronica, peccato che pochi ne conoscano la storia.

Se vogliamo uscire da questo anonimato che inevitabilmente ci porterà all’oblio è necessario partire da seri progetti portati avanti dall’amministrazione comunale la quale si deve avvalere di validi professionisti nel campo artistico che conoscono e operano sul nostro territorio. A Livorno ci sono storici e critici dell’arte molto validi, associazioni no profit molto attive  ciò nonostante sono realtà che non vengono interpellate , coordinate, supportate o agevolate dall’amministrazione che si limita a concedere su richiesta il patrocinio gratuito senza esborso finanziario, e anzi chiedendo tributi e contributi ad ogni iniziativa.

Il grave errore è non fare affidamento su queste realtà e soprattutto disperdere energie da più parti senza un senso comune, io ritengo che un’amministrazione che si rispetti e che riesca a guardare ad un futuro competitivo debba cercare di programmare delle vere e proprie sinergie.

     

Dr. Alessandra Rontini

Livorno sarà un brand per il turismo internazionale

Decine di migliaia di turisti ogni settimana scendono dalle navi da crociera ed attraversano Livorno senza visitarla perché diretti nelle altre città toscane. I turisti non sanno che Livorno può offrire varie opportunità grazie al paesaggio e alle attrattive storiche e culturali.

Oltre a questa tipologia di turista-crocerista esiste anche l’opportunità del turismo di transito (italiano o straniero) che fino ad oggi arrivava a Livorno con il programma di imbarcarsi verso le grandi isole oppure per recarsi nelle località della costa tirrenica. Questa perdita di opportunità turistiche avviene perché il “prodotto turistico Livorno” non è mai stato valorizzato e propagandato.

Questa perdita di opportunità turistiche avviene perché il “prodotto turistico Livorno” non è mai stato valorizzato e propagandato. Le Amministrazioni precedenti non hanno pubblicizzato nel modo adeguato Livorno, non si sono avvalse dei moderni strumenti che oggi rappresentano il modello comunicativo di massa. Il portale del turismo di Livorno è antiquato e non aggiornato.

Non esiste un piano strutturato di promozione del turismo. Un Comune efficiente deve creare un Brand della propria città e del proprio territorio che non deve essere visto solo come identificazione di un prodotto ma come mezzo di stimolo e coinvolgimento emotivo che porta la persona a raccontare le proprie esperienze attraverso i social network. Deve riprogettare con moderni strumenti informatici la promozione turistica, con un nuovo sito web ed una App per smartphone.

Ma, soprattutto, è necessario utilizzare i nuovi strumenti di Google, per raggiungere con informazioni sulla nostra città tutti gli stranieri che ricercano sul web Livorno e Toscana. E inoltre tramite una promozione del territorio via social (Facebook) verso i principali Paesi di origine del viaggiatore. Queste tecniche di “strategia digitale” sono molto più efficaci della pubblicità tradizionale ed ormai usate da tutte le aziende ed istituzioni al passo con i tempi. Associando le App Livorno Tourism, Livorno Shopping, Livorno Foodie (ristoranti) sarà possibile promuovere tutte le opportunità offerte dalla città. Un ruolo fondamentale nella promozione e accoglienza deve essere affidato ad un ufficio turistico che lavori in sinergia con i responsabili della cultura e i vari stakeholders internazionali.

La nostra zona avrebbe un potenziale di sviluppo turistico non indifferente per cui molto potrebbe essere fatto per attuarlo. Si tratterebbe di intraprendere un lungo e proficuo percorso partendo dal concetto principale che per promuovere un territorio bisogna iniziare dalla sua conoscenza e dall’analisi di tutte le sue peculiarità con il coinvolgimento e la stretta collaborazione di tutte quelle Entità, sia pubbliche che private, che esistono, insistono ed operano sul territorio stesso. L’indolenza delle precedenti amministrazioni compresa l’attuale ha portato ad un progressivo abbattimento culturale (e non solo) della città.

Quella che è sempre stata propagandata come la Livorno delle Nazioni è stata abbandonata ad una progressiva rovina proprio in quegli elementi simbolo (chiese e cimiteri) delle vecchie comunità straniere che avevano reso prospera la nostra città. Ad esempio i cimiteri che ancora rimangono (antico cimitero inglese di Via Verdi e quello nuovo di Via Pera, il cimitero della nazione olandese alemanna di Via Mastacchi insieme a quello greco ortodosso e il cimitero ebraico di Viale Ippolito Nievo) giacciono in uno stato di abbandono e gli interventi di volontariato, per altro apprezzabili, non sono stati sufficienti a renderli fruibili al visitatore.

Certamente un bene culturale come i monumenti sopra citati non può essere abbandonato alla pur buona volontà del singolo cittadino ma richiede un intervento più incisivo da parte dell’amministrazione cittadina, prima di tutto con un’opera di restauro e in seguito con un serio progetto di valorizzazione/marketing. Questo processo: restauro, apertura al pubblico e promozione deve essere applicato anche agli altri monumenti della città, in primis la Fortezza Nuova attualmente ridotta a ricettacolo di spacciatori senza che ne vengano sfruttate minimamente le sue peculiarità storico architettoniche.

Riccardo Malevolti

Accesso regolato degli extracomunitari agli alloggi popolari

Il tema dell’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ai soggetti stranieri non comunitari è estremamente complesso anche perché negli anni si è creato un sistema normativo internazionale, comunitario e nazionale che, grazie anche all’interpretazione della Magistratura ordinaria e amministrativa, non permette sostanzialmente di introdurre il requisito della cittadinanza italiana quale requisito preferenziale per l’assegnazione nel settore ERP.

Non è certo possibile qui esaminare la complessa normativa cui si è accennato, ma è possibile accennare ad alcuni criteri che potrebbero regolare la presenza di cittadini extracomunitari nell’assegnazione degli alloggi popolari prendendo magari lo spunto da esperienze di altre Regioni. Un primo parametro è quello della residenza e/o di una attività lavorativa sul territorio Anche gli stranieri extracomunitari dovranno avere la residenza anagrafica o la loro principale od esclusiva attività lavorativa nel comune interessato al bando. Tale residenza od attività lavorativa potrebbe essere fissata in 5 anni come avviene in Lombardia.

Talvolta gli anni di residenza sono determinanti ai fini del punteggio In Lazio in alternativa alla cittadinanza italiana si richiede che gli extracomunitari abbiano la carta di soggiorno o siano regolarmente soggiornanti ed iscritti nelle liste di collocamento o esercitino una regolare attività di lavoro subordinato o autonomo. Il criterio della residenza per partecipare ai bandi ERP può essere giustificato col principio affermato dal TAR di Brescia/Lombardia ord. 26 02 2010 n.76 secondo cui;” un requisito di stabile residenza può essere ragionevolmente richiesto al cittadino straniero per godere dei diritti sociali ma solo con la finalità di dimostrare l’esistenza di un collegamento significativo con la comunità nazionale” Naturalmente il criterio della cittadinanza va utilizzato con cautela per non incorrere in pronunzie negative del Tar.

Per quanto attiene al requisito del lavoro è da porsi il problema dell’inserimento nei bandi di clausole che escludano i titolari di lavori precari e stagionali in quanto l’assegnazione di una casa popolare è un beneficio stabile e prezioso che non può essere legato a situazioni contingenti e transitorie. Altri parametri potrebbero essere quelli legati al possesso della documentazione comprovante la regolarità della presenza dell’extracomunitario sul territorio nazionale (carta di soggiorno permesso di soggiorno)

Il partecipante al bando non dovrebbe essere titolare di proprietà o di altri diritti reali minori su alloggi adeguati alle esigenze del nucleo familiare in Italia o all’estero ed al riguardo dovrebbe essere esclusa ogni autocertificazione, richiedendosi la dimostrazione del requisito da parte di soggetti terzi attraverso certificazioni ed attestati rilasciati dalla competente autorità dello stato estero di appartenenza, corredati da traduzione in lingua italiana, autenticata dall’autorità consolare italiana, che ne attesti la conformità all’originale, con avviso agli interessati che la produzione di documenti falsi integra un reato.

Si tratta di parametri conformi alla logica ed al buon senso che non dovrebbero creare alcun problema agli stranieri che si trovino in posizione regolare e che abbiano un collegamento effettivo con la comunità territoriale cui si riferisce il bando. Si tratta di criteri non discriminatori che potrebbero trovare applicazione in maniera da evitare, nei limiti del possibile, la mannaia dei tribunali come accadrebbe, invece, ove si volesse applicare il principio “prima gli italiani” o fare riferimento al principio di reciprocità, principi che, allo stato attuale, verrebbero bocciati in sede giurisdizionale.

Prof. Avv. Patrizio Rossi

Il rilancio del turismo a Livorno: Bacino Piccolo

Il progetto Bacino Piccolo si propone il rilancio del turismo a Livorno.

Bacino Piccolo collega in maniera armonica il bellissimo lungomare, Porta a Mare e l’ingresso al porto.

Infatti, la vocazione turistica di Livorno è danneggiata dal degrado del porto che dovrebbe essere invece il biglietto da visita della città.

Porta a Mare si avvicina al completamento ed è di interesse collettivo completare la valorizzazione del porto turistico con strutture ricreative che possono attrarre turisti e cittadini.

Riteniamo sia compito della futura amministrazione comunale accelerare il processo favorendo gli investimenti dell’imprenditoria locale e creando occupazione a Livorno.

Bacino Piccolo migliora il progetto di ristrutturazione già esistente realizzando le seguenti infrastrutture:

    1. Piscina di acqua mare con acquario gemellato con l’Acquario di Livorno, per promuoverlo ai croceristi
    2. Ristoranti e bar con terrazze e tettoie che rendano il sistema piacevole tutto l’anno
    3. Negozi di prodotti tipici toscani
    4.  Negozio di abbigliamento subacqueo e centro diving, per brevettarsi PADI con immersioni sicure nel bacino
    5. Water Bar sulla porta del bacino, che offre food delivery alle barche che escono dal porto