Intervista immaginaria al candidato Sindaco di Livorno

Caro Candidato Sindaco, perché il centro destra a Livorno? Cosa pensate di offrire?

Una consapevolezza che manca a tutti gli altri candidati: prima di dividersi la ricchezza bisogna crearla. Un sindaco deve creare condizioni favorevoli per chi produce, le imprese, gli artigiani ed i commercianti. Sono loro che creano la ricchezza, in modo da avere risorse da distribuire sul sociale. La sinistra ed i grillini, si propongono di mungere il Sistema in modo assistenzialistico, di punire coloro che producono reddito, coloro che la mattina si alzano all’alba per lavorare e la notte non dormono per trovare il modo di lavorare di più, solo per riuscire a pagare altre tasse. Questo porta ad avere ogni anno una torta sempre più piccola da dividere, con meno risorse, soprattutto a danno di chi ha più bisogno.

Livorno a sinistra per ottant’anni. Che eredità ci viene lasciata?

Una politica di estrema sinistra ha portato Livorno ad avere uno dei redditi pro capite più bassi della Toscana, nonostante il vantaggio di avere un grande porto commerciale, turistico ed industriale, che è stato invece accompagnato verso la depressione economica.  Appena si parla della destra a Livornoò la sinistra evoca la dittatura. Ma in Europa si alternano da 70 anni governi di destra e di sinistra senza che si vedano carrarmati sovietici o squadre fasciste. Solo a Livorno, si demonizza l’alternanza democratica come metodo per la salvaguardia di poltrone occupate da 80 anni sempre dagli stessi soggetti.   

Facciamo un breve excursus sullo scenario politico locale. Salvetti si è presentato con una lista PD annacquata

Vede, la storia si sta facendo giustizia da sola. Un tempo si chiamavano partito comunista e se ne sono vergognati, giustamente. Hanno mutato in Partito Democratico della Sinistra, e se ne sono vergognati ancora. Un male perché una componente di sinistra moderata è parte essenziale degli equilibri di un sistema politico. Ora che si chiamano Partito Democratico si vergognano e basta ed il loro simbolo non solo viene quasi nascosto, ma tentano di nascondere anche la classe dirigente che li governa. Votare PD oggi, a Livorno, significa semplicemente, difendere coloro che hanno una posizione di privilegio acquisita o complicità storiche. 

Come vede allora la posizione di Buongiorno Livorno e Potere al Popolo con Bruciati?

Bruciati è schiacciato sull’estrema sinistra. Quando in un programma parli di espropri ai cittadini, hai scritto la parola fine. In una città che deve attrarre investimenti per rilanciare l’economia, proporre una economia di stampo marxista è la pietra tombale. Tutti i moderati se ne rendono conto. Quando nel 2019 qualcuno ancora si professa comunista significa che auspica la rivolta del proletariato e l’abolizione della proprietà privata. Domani vorranno deportare i dissidenti in Siberia? Forse sarebbe la soluzione perché. con loro, in Siberia si starebbe meglio che a Livorno. Non esiste un programma economico. Per loro si risolve assumendo tutti in Comune. Il problema è che non si rendono conto che servono 5 lavoratori del privato per mantenere un dipendente del Comune. Invece terrorizzano il privato con le loro ideologie antistoriche.

Allora una alternativa credibile è il Movimento Cinque Stelle di Stella Sorgente?

La Sorgente giusto ieri, ha fatto una “confessione di incompetenza” relativamente alla scelta della raccolta rifiuti porta a porta, da lei realizzata! I primi ad essere stati traditi da M5S sono i suoi elettori. Molti dei nostri sostenitori sono i delusi della gestione Nogarin. Proclami senza senso come quelli sul termovalorizzatore. Livorno produce 25.500 tonnellate di indifferenziata all’anno e i grillini vogliono conferirla in discarica? A casa di chi? DI Stella Sorgente? L’aumento della differenziata di cui parlano non potrà mai azzerare l’indifferenziata. Non lasceremo Stella Sorgente seppellirci di immondizia per poi chiederci ancora scusa tra 5 anni. Le politiche senza senso sul traffico e commercio hanno esasperato i Livornesi. Il più grande risultato sbandierato è quello di dare il reddito di cittadinanza a 2.000 persone per non fare nulla, mentre uccidono di tasse chi lavora e il reddito deve finanziarlo.

Cosa avete in comune con Marco Valiani e Livorno in Movimento?

Ma questa domanda mi dà l’occasione di evidenziare chi è andato oltre, ed ha avuto il coraggio di confrontarsi con il fallimento delle politiche grilline in modo costruttivo. Marco Valiani e la sua lista Livorno in Movimento hanno costruito una proposta di rinnovamento che raccoglie le energie positive dell’elettorato grillino, ed hanno aggiunto valore al nostro programma del sindaco. I ragazzi di Livorno in Movimento non sono manipolati dallo spettro ideologico di chi non ascolta neanche cosa dice il centro destra perché così dice Stalin. La loro ricerca di trasparenza, efficienza, buon senso, è a comune e rafforza il desiderio di progresso, modernizzazione, sviluppo del programma della destra Livornese.

Come considera il panorama elettorale minoritario di Livorno?

Esiste poi una galassia di pseudo listarelle di sinistra ed affini che rappresentano la litigiosità dell’estrema sinistra e rivendicano assistenzialismi di ogni genere senza porsi il problema di cosa fare per la città e come sostenere le loro domande. Un frazionamento che evidenzia la mancanza di una linea guida credibile e culturalmente valida in una sinistra che ha vissuto finora nel culto dell’opposizione a qualsiasi cosa e del rifiuto violento del confronto democratico

Quindi non pensa che ci sia un candidato che la possa veramente ostacolare.

Tra noi candidati purtroppo sappiamo che il Tonci è il vero favorito e non ce ne è per nessuno. Il Tonci accomuna tutti quanti noi. Quando c’è da mangiare gratis arriva subito come il PD, se lo inviti a casa te la espropria come Buongiorno Livorno, ed ha inventato il reddito di bighellonaggio prima che i grillini nascessero. Poi è pure grosso e se ti dà una manata lui altro che squadristi. In tutta confidenza, se non lo scrive, anche io voterò il Tonci.

Un’ultima domanda, ma perché una intervista immaginaria e non una vera?

Per due motivi. Il primo che i miei avversari mi hanno attribuito tante dichiarazioni immaginarie che a questo punto ho pensato di adeguarmi. Il secondo che posso creare aspettativa per una serie di interviste vere in cui descriverò in dettaglio il mio programma.

Energie rinnovabili ed energie false – I piani concreti contro la falsa propaganda

Energie Rinnovabili – I piani concreti

Livorno che Vorrei è non solo favorevole, ma propositiva nell’adozione di energie rinnovabili.

E’ proprio con questo spirito che abbiamo fatta nostra la proposta del Parco Eolico dell’Alto Tirreno nella zona di mare  interdetta alla navigazione a causa del rigassificatore.

Proponiamo inoltre di pensare alla distribuzione delle energie rinnovabili predisponendo un piano per l’adozione delle colonnine di ricarica nei luoghi pubblici e nei parcheggi delle aziende.

Ovviamente viviamo in un contesto in cui siamo fortemente dipendenti dalle energie fossili, tra cui il gas (GNL), e non è tecnicamente possibile rinunciare a queste fonti quando le rinnovabili coprono solo un minimo delle necessità. Resteremmo semplicemente al buio.

Mentre il Parco Eolico è il piano di transizione, il gas è l’attualità per due motivi:

  1. È meno inquinante degli idrocarburi pesanti
  2. E’ il futuro del rifornimento navale del nostro porto.

Infatti è un fatto noto che il trasporto navale, proprio per ridurre l’inquinamento, si stia convertendo da nafta a gas. Dotare il porto di stazioni di rifornimento GNL sarà fondamentale per attrarre traffico mercantile.
Ovviamente un’altra esigenza sarà quella di dotare le banchine di adeguata elettrificazione, in modo da consentire alle navi spegnere i loro generatori in porto e di non emettere fumi dalle ciminiere.

Questo piano è l’unico realistico e concreto nel panorama della politica Livornese. Riscontriamo altrove solo dei generici “sono a favore delle rinnovabili” senza che nessuno dica come sostituirà il gas e come distribuirà l’energia pulita.

Si parla di pericoli del terminal offshore con manifesta incompetenza, ma per questo nota a piè di pagina per i secchioni 😊

Energie false e falsa propaganda

Una pagina Facebook denominata Livorno città delle rinnovabili , non del GNL e dei combustibili fossili ha fatto una domanda ai candidati sulla loro posizione relativa alle rinnovabili.
Andrea Romiti è stato l’unico a spiegare come sia impossibile rinunciare al GNL ora, in assenza di alternative, e come arrivare ad avere un’alternativa.

Marco Bruciati ha solo risposto che bisogna passare alle rinnovabili senza dire come e quando.
Come risultato il sito ha pubblicato la fake news che Romiti è contro le rinnovabili e che invece Bruciati è a favore.

Sono stati rimossi i commenti di un nostro attivista che ha commentato con una correzione.

Questo modo di fare politica con propaganda palesemente disonesta, di stile sovietico, sta stancando i cittadini che si rivolgono sempre di più ai social e quindi riescono ad avere accesso alla verità. Ogni volta che un’operazione di mistificazione come questa viene scoperta, chi la commette perde per sempre la fiducia di chi legge.

 

I falsi pericoli del GNL

Bruciati dichiara che il terminal offshore è pericoloso per la città dimostrando una assoluta incompetenza tecnica e probabilmente malafede.

Si sostiene che esiste un pericolo dicendo che la quantità di tanti metri cubi di gas contenuta nel terminal, moltiplicata per il loro potere esplosivo, equivale ad una bomba atomica.

Peccato che, in caso di esplosione, sia necessario anche avere una grande quantità di ossigeno immediatamente disponibile, che verrebbe spinto lontano dalla prima (relativamente) contenuta esplosione.
Pertanto,  in caso di esplosione del terminal, si otterrebbe la distruzione dello stesso e una dispersione della maggior parte del gas nell’ambiente, ma non una combustione di tutto il gas e quindi nessun pericolo per la città.

chi ha un minimo di competenza dovrebbe preoccuparsi forse dei depositi di idrocarburi liquidi, che potrebbero invece bruciare per giorni e creare inquinamento massiccio.

Ma se Bruciati non sa neanche i principi della combustione, forse è meglio che continui a fare i suoi vuoti filmini strappalacrime alla Rocky / Lino Banfi

Scarica Il PDF di presentazione Parco Eolico dell’Alto Tirreno

LETTERA APERTA AD IGOR NENCIONI ED A STELLA SORGENTE

Per la seconda volta, nella lista dei candidati al consiglio comunale del Movimento 5 stelle, capitanato dalla Sorgente è presente anche tal Igor Nencioni, da sempre esponente di spicco, a suo tempo presunto capo della frangia più estremista, fortunatamente minoritaria, del tifo calcistico livornese. Questa accozzaglia di individui, nel passato protagonisti di episodi di violenza gratuita, si posizione tra ii cosiddetti antagonisti, famosi in tutta l’Italia per gli attacchi alle forze dell’ordine e per la devastazione di intere aree cittadine.

Il culmine dell’infamia lo hanno raggiunto quando allo stadio, varie volte, hanno gridato dieci, cento , mille Nassirya, oltraggiando la memoria di quei poveri ragazzi in divisa trucidati in un attentato degli integralisti islamici. Bestie senza onore ne dignità che hanno inneggiato alla morte di uomini veri che svolgevano soltanto il proprio dovere in una missione di pace comandata dal nostro governo.

In questa sede chiediamo pubblicamente a Stella Sorgente ed al Movimento 5 Stelle se era opportuno, tra tutti i cittadini irreprensibili di Livorno, candidare ancora proprio tale personaggio.

Non esisteva una scelta migliore o per raccogliere voti si va a compromessi con qualsiasi ambiente? Ha da dire qualcosa a noi Livornesi a questo proposito?

Inoltre chiediamo ad Igor Nencioni di dire pubblicamente a Livorno ed all’Associazione delle vedove di Nassyria se ha mai pronunciato questi cori, ed in caso affermativo di scusarsi e fare un passo indietro.

O nel caso in cui avesse mai pronunciato tali cori, che cosa pensa di chi li ha pronunciati?

 Paola Nucci e Bruno Tamburini
Candidati di Fratelli d’Italia – Livorno che Vorrei

PORTO DI LIVORNO – BASTA CON I BLUFF

E’ finalmente il momento di una svolta per un porto estenuato dalla “guerra” delle banchine tra Onorato e Grimaldi, che ha scoperchiato la il vespaio di complicità storiche della classe dirigente livornese.

Abbiamo subito il goffo tentativo di Nogarin di sedersi al tavolo del porto con grandi fanfare e poi di nascondersi sotto lo stesso tavolo quando si è accorto della propria pochezza nell’affrontarne i problemi gestionali e di programma.

Lo scavalco ferroviario, con annunci periodici di mega finanziamenti in occasione di ogni elezione, sembra restare sempre lì come il progetto del Ponte di Messina.

E poi lo scavo dei fondali per garantire l’approdo delle navi di futura generazione e rendere disponibili più banchine, altre chiacchiere ormai leggendarie che dovrebbero trasformarsi in azione prima che i crocieristi e le società di navigazione perdano la pazienza definitivamente e ci lascino con le canne da pesca e tanto spazio a disposizione.

Ma esistono anche altre urgenze. Per quanto riguarda Porto 2000 le banchine oggetto della gara devono essere liberate in tempi brevi per consentire al consorzio che si è aggiudicato la concessione una piena operatività.  E’ necessario liberare l’Alto Fondale, attualmente in concessione alla Compagnia lavoratori Portuali e trasferire i loro traffici al Molo Italia, cosi’ come va risolta la questione del Tco che dalla Calata Orlando dovrebbe operare in un tratto di banchina della sponda est della Darsena Toscana   E’ una questione di rispetto, di legalità ma anche di credibilità di fronte a chi può desiderare di investire a Livorno.

Per ciò che riguarda i bacini di riparazioni navali, dopo quattro anni, l’Autorità Portuale deve procedere all’apertura delle buste e decretare il vincitore. In contesti seri si sarebbe aperta una procedura per danno erariale per questo colpevole ritardo. Il vincitore si deve impegnare a ridare piena funzionalità al bacino grande in muratura per la rinascita del settore della navalmeccanica, e per portare occupazione vera, non il reddito di cittadinanza dei cinque stelle. Questa è davvero una vicenda indecente, Nel corso degli anni, Enti, Istituzioni , sindacati e forze politiche, salvo pochissime eccezioni, hanno assistito in colpevole silenzio allo smantellamento di tale struttura e quando Rossi decise di affidare la demolizione del relitto della Concordia al porto di Livorno, il primo ad opporsi fu il sindacato rosso. Eh già questo avrebbe disturbato i centri commerciali e gli abitanti delle casette di Barbie realizzate nelle vicinanze del bacino, danneggiando la Lega delle Cooperative (rossa) proprietaria dell’area.  Piombino , molto più intelligente e meno legato a strani giochi locali disse di si e ottenne circa centocinquanta milioni di euro. Il relitto è poi andato a Genova , ma il finanziamento è arrivato comunque in quello scalo.    Infine la Piattaforma Europa, velocizzare al massimo le procedure per la realizzazione di questa fondamentale opera che potrà proiettare nel futuro il porto, se la futura amministrazione di Livorno sarà aperta agli investimenti, al progresso, all’imprenditoria e non perderà ancora una volta l’appuntamento con la storia.

Tanti cambiamenti di marcia che accadranno solo se si sceglie chi vuole cambiare davvero Livorno. Fratelli d’Italia è pronto , cosi come l’intero centro destra.

 

Bruno Tamburini
contrammiraglio (R) del corpo delle capitanerie di porto

Nogarin, l’alluvione, la perizia: impariamo dalle tragedie

La notizia del giorno è la perizia sugli eventi dell’alluvione del 9 Settembre 2017, che attribuisce responsabilità al Sindaco per gli eventi di quella tragica notte.

Non vogliamo associarci alla speculazione ed alla condanna nei confronti di Nogarin.

Quando dovuto lo abbiamo accusato di incapacità, per esempio sul piano del traffico. Di manipolazione della verità, sul caso termovalorizzatore. E ce ne sono e ce ne saranno molte altre.

In questo caso invece, sappiamo tutti che è molto difficile per un Sindaco, di qualsiasi colore, gestire in modo ottimale e tempestivo una macchina amministrativa ampiamente imperfetta da decenni.

E siamo consapevoli che lo stesso Nogarin è il primo ad essere afflitto da questo lutto della nostra Livorno, essendo prima un padre di famiglia e poi un avversario politico. A lui in questo momento va la nostra solidarietà, come rappresentante eletto democraticamente di tutti noi Livornesi.

Allo stesso tempo non possiamo dimenticare che manca ancora un piano del dissesto idrogeologico, e che invece di inutili piste ciclabili forse bisognava rimuovere il ponte sulla Cigna e sostituirlo con un piccolo ponte a norma, solo per fare un esempio.

Già in quella circostanza era semplicemente possibile lavorare sul percorso del sottopasso di via delle Sorgenti per includere questa modifica, non creare danni al tessuto industriale di Livorno ed elimiare un pericolo in una zona adiacente ad una scuola oltre che ad altri edifici.

Le tragedie accadono, ma almeno bisognerebbe imparare e cambiare il proprio approccio per evitare che si ripetano nel futuro.

Cinquanta sfumature di rosso

Siamo arrivati in dirittura d’arrivo in questa faticosa corsa, cercando di portare avanti per la nostra città un programma di rilancio che non sia sempre la solita zuppa riscaldata di assistenzialismo e ingrassamento di servizi improduttivi.

Vi abbiamo proposto impulso agli investimenti privati, al turismo, modernizzazione della pubblica amministrazione. Programmi concreti di rilancio da affiancare finalmente ad una cura del decoro urbano, dell’ecologia.

Abbiamo combattuto il bluff di facciata della raccolta porta a porta, e di una differenziata che manca di qualsiasi sviluppo di economia del riciclo alle proprie spalle.

Vogliamo combattere l’avvio a discarica di migliaia di tonnellate di indifferenziata nei prossimi anni, con un orribile impatto ambientale. I nostri avversari vogliono usare la discarica solo per non ammettere che nulla è stato fatto per modernizzare AAMPS, tranne che assumere personale che raccolga sacchetti dispersi in tutta la città. Noi questi lavoratori vogliamo valorizzarli per inserirli nella tecnologia dell’economia circolare.

Siamo gli unici a proporvi questo piano. I nostri avversari sono cinquanta sfumature di rosso che ripropongono lo stesso messaggio: assumificio statale sulle spalle di chi produce, priorità a chi urla e sgomita e non a chi rispetta le regole.

I sondaggi dicono che possiamo arrivare al ballottaggio per la prima volta nella storia di questa città, perché la gente ha finalmente capito. Cambiamo davvero Livorno!

Sorpresa nel Sondaggio: A Livorno la destra c’è

I sondaggi elettorali di Simurg Ricerche, sebbene realizzati su un campione limitato e non omogeneo, possono essere indicativi di una tendenza importante che valida il programma di una destra liberale e concreta, per la prima volta in città capace di giocarsi il successo al ballottaggio.

Consideriamo prima il clima di intimidazione ed intolleranza rivolto da una sensibile parte della sinistra verso i cittadini orientati a votare per la destra, che porta il cittadino moderato ad esprimersi con ritrosia.

Consideriamo poi il moltiplicatore digitale dei grillini che sono presenti nelle discussioni on line della città con numerosi attivisti non Livornesi.

Queste considerazioni ci convincono che al momento la coalizione di Livorno Che Vorrei sia in piena competizione per il ballottaggio.

Il motivo per questo successo è prima di tutto un programma che si contrappone nettamente a quello di tutte le altre forze politiche e che punta sulla creazione di competitività in città e sul lavoro produttivo, a fronte di richieste di assistenzialismo ed umilianti elemosine statali che vengono dai nostri concorrenti.

Inoltre finalmente il coraggio di alzare la testa e rispondere alla bieca intolleranza di chi ha come solo argomento quello di gridare fascista a chiunque non sia allineato con lui.

Paradossalmente è forse questo che ha maggiormente stancato la gente per bene.

Aiutateci a cambiare Livorno!

ABC della Costituzione per comunisti e grillini

A seguito della visita di Giorgia Meloni a Livorno, si è scatenata sui social la rabbia dei leoni da tastiera con falce e martello / grillini, nella compiaciuta indifferenza dei loro registi Bruciati e Sorgente.

La leggenda narra che i democratici difensori livornesi della costituzione dovessero insorgere contro l’invasore fascista e usare violenza ad una donna per evitare che potesse entrare o parlare a Livorno.

Facciamo pertanto un piccolo riassunto: La Costituzione Italiana vieta la ricostituzione del Partito Fascista, che in Italia non esiste.

Nell’ambito dell’arco parlamentare esistono forze politiche, tra cui Fratelli d’Italia, che hanno giurato fedeltà alla Costituzione ed i cui rappresentanti sono eletti dal popolo in elezioni democratiche.

Come ogni cittadino tali rappresentanti, Onorevole Giorgia Meloni in testa, hanno diritto di “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” (Art 21) e “circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale … Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche” (Art 16)

Risulta pertanto ovvio che chi istiga ad usare la violenza per impedire ad un cittadino di godere dei propri diritti costituzionali è un eversivo (diretto al rovesciamento dell’ordine costituito, in questo caso della Costituzione Italiana).

Il pensiero eversivo in Italia ha avuto pratica applicazione in Italia con le Brigate Rosse, giusto per stimolare la riflessione.

Ovviamente ci aspettiamo da Bruciati e Sorgente una presa di distanza categorica da queste manifestazioni, sperando che non vorranno essere supportati dai voti di questi eversivi esaltati.

Siccome questo non succederà mai, siamo confidenti che saranno invece i loro elettori moderati a prendere la distanze da questa sopraffazione rabbiosa, votando per Llivornochevorrei.it, per Andrea Romiti e per il cambiamento democratico a Livorno.

Lettere aperta di un cittadino (Il coraggio Politico)

Il divario (in)conciliabile tra l’attività politica e l’onestà intellettuale

In un mondo politico sempre più concentrato sulle strategie del consenso e delle ricompense elettorali diventa essenziale recuperare il senso di una vera democrazia.

di Roberto Cataldi 


Scriveva Pier Paolo Pasolini che “il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili”. Una frase densa di significato e che vale la pena analizzare con attenzione.
In cosa consiste innanzitutto il “coraggio intellettuale”? Esaminando separatamente le due parole prima di crearne un concetto unitario vero e proprio, si può dire con certezza che il coraggio rappresenta la forza di fare qualcosa, mentre l’intellettualità è la capacità di pensiero conoscitivo che si basa, quindi, sulla conoscenza e l’analisi razionale.
Ecco dunque che il “coraggio intellettuale” prende forma e diventa la capacità e la forza di esprimere il proprio pensiero con onestà e senza preconcetti. Pasolini riconosceva in questo modo all’intellettuale il merito di esprimersi senza la pretesa di ottenere consensi e senza pensare ad alcun tipo di ricompensa come accade generalmente quando si pratica l’attività politica.
Un pensiero intellettualmente onesto è un pensiero che non parteggia ma che sostiene un’idea perché ritenuta giusta anche se non comunemente condivisa o accettata. Si tratta in altri termini di un pensiero che si forma e si perfeziona sulla base di un ragionamento logico non condizionato e che ha come presupposto imprescindibile l’onestà intellettuale. Una dote, questa, da cui discendono alcune conseguenze legate a uno dei pochi punti fermi che che fanno parte del concetto stesso di verità: non esiste una verità assoluta ma una verità soggetta a continue rivisitazioni. Ed è lì che l’onestà del pensiero si riconosce, perché si manifesta proprio attraverso la disponibilità a mettere in discussione se stessi e le convinzioni in precedenza acquisite.
Pasolini, per certi versi, sembra avere ragione nel rimarcare l’esistenza di un contrasto implicito tra l’agire politico (condizionato dal consenso) e il coraggio intellettuale (libero da condizionamenti). Ma siamo davvero convinti che non ci sia alcun modo per emanciparsi da questo stato delle cose?
Probabilmente la possibilità di colmare questo divario non è un traguardo così difficile da raggiungere, o perlomeno non impossibile. Dovremmo però spingerci a prendere dimestichezza con un altro tipo di “coraggio”: il coraggio politico”, ossia il coraggio di chi sa anteporre il bene comune alla strategia del consenso. Un vero politico dovrebbe distinguersi proprio per questo coraggio, dimostrando di sapersi sottoporre al confronto leale con i propri avversari e costringersi al rigore logico del ragionamento.
Il problema però non è soltanto di natura individuale. Esistono dinamiche “collettive”, purtroppo consolidate, che risultano strumentali, per i gruppi politici, al mantenimento del potere.
Se un Sindaco fosse lasciato libero di agire con onestà intellettuale egli dovrebbe poter riconoscere le “buone idee”, a prescindere da chi le abbia messe in campo e da ogni altro tipo di valutazione. Ma un simile “coraggio” può essere percepito come un pericolo dal gruppo di appartenenza giacché il ragionamento logico e non politicamente condizionato potrebbe far emergere limiti e contraddizioni che possono portare alla perdita di consensi.
Un Sindaco libero, in un libero Consiglio comunale, dovrebbe agire in base al libero convincimento. Il che significa dover accettare anche l’idea che in democrazia il pensiero può prendere forma attraverso il confronto e il dibattito costruttivo tra le diverse posizioni in campo. Sappiamo bene che tutto questo comporta dei rischi ed è per questo che il mondo politico si è sempre accontentato di “sopravvivere” piuttosto che accettare la sfida e lasciarsi coinvolgere dalle affascinanti dinamiche della democrazia.
La libertà del politico viene così sacrificata all’esigenza (reale?) di garantire la compattezza del gruppo. Una compattezza che non si limita alla sola condivisione di valori e di principi ma che diventa un generalizzato appiattimento su un pensiero unico, frutto di una banale strategia delle statistiche e delle ricompense elettorali. Ed ecco che in un attimo l’onestà, prima, e l’intellettualità, poi, soccombono e la politica diventa una attività fondata sull’ipocrisia e l’incoerenza che, ovviamente, generano una “repubblica fondata sul paradosso”.
Dentro questo “humus” germoglia la patologia del nostro sistema e prospera il malcostume di una classe politica che, per sopravvivere, si trova costretta a ricorrere al mediocre esercizio della partigianeria fine a se stessa. Il consiglio comunale, così, non è più luogo di confronto ma la palude dello scontro permanente dove prevale il principio dell’obbedienza rispetto al beneficio del dubbio.
Se non vogliamo rassegnarci a questo stato delle cose dobbiamo fare uno sforzo affinché la constatazione di Pasolini lasci il passo alla possibilità, non solo teorica, di una politica incentrata su una modalità “sana” di operare. Una politica che, in primo luogo, sappia restituire centralità al Consiglio comunale e garantire che l’onestà intellettuale possa diventare la base su cui si fonda la vera democrazia e la vera politica, ossia quella che non perde mai di vista il suo fine ultimo: aiutare gli uomini a vivere meglio!
Sostengo Andrea Romiti proprio perché penso ( anzi sono certo) che possa distinguersi proprio per questo coraggio e cioè quello di anteporre il bene comune alla strategia del consenso ( coraggio politico)

Francesco Vitabile
Presidente e fondatore
HRD-ONG Resilienza Italia Onlus
Sostenitore di Andrea Romiti Sindaco

Livorno Giovane: Safe-Rave ed Ex-Caprilli

Vivere bene a Livorno, per i cittadini, per I turisti, per i lavoratori. Oggi parliamo di giovani e degli spazi di espressione che @LivornoCheVorrei vuole dedicare loro. La musica e l’aggregazione è importante, ed è necessario che l’Amministrazione garantisca luoghi di espressione che siano sicuri e non limitati dalla vicinanza con strutture abitative o non compatibili.

Esiste la possibilità di riconvertire specifiche aree industriali, dotandole di misure di sicurezza quali telecamere, etilometri gratuiti, ampi parcheggi. Vogliamo offrire la possibilità ai giovani di gestire gli eventi in maniera autonoma facendone semplice prenotazione presso il Comune, senza il filtro “orientato” di organizzazioni private.

Questo per consentire una libertà di espressione non condizionata da espressioni politiche di alcun colore, e per evitare che i giovani si assemblino in aree abbandonate ed insicure, non avendo spazi idonei a disposizione.

Come parte integrante di Livorno Giovane intendiamo proporre la riconversione l’area sud dell’ex Caprilli, lato stabilimenti balneari, con la creazione di un piccolo anfiteatro “Arena“ rivolto sul mare.

La struttura sarà disponibile su prenotazione gratuita, dietro caparra per garantire i lavori di pulizia e la restituzione dell’impianto audio da parte degli organizzatori.

Questo per stimolare il senso civico ed il rispetto degli spazi comuni da parte della comunità.

Dietro l’Arena intendiamo sviluppare uno skate park, collegato e gestito in sincronia ai nuovi impianti sportivi della cittadella dello sport, che saranno in comune con l’Università del Mare.

A causa della limitata disponibilità economica comunale, intendiamo agevolare la realizzazione di queste opere con i diritti di nome da parte di sponsor e concedendo concessioni di lungo termine nella gara di aggiudicazione ai gestori in cambio di pagamenti anticipati dei diritti al Comune.

Si avete letto bene, Università del Mare, ne parleremo nella prossima puntata.

Perché la Livorno che Vorrei parte da grandi idee per cambiare davvero Livorno

Paola Nucci e Jacopo Pagni
Candidati per Fratelli d’Italia – Livorno che Vorrei