PORTO DI LIVORNO – BASTA CON I BLUFF

E’ finalmente il momento di una svolta per un porto estenuato dalla “guerra” delle banchine tra Onorato e Grimaldi, che ha scoperchiato la il vespaio di complicità storiche della classe dirigente livornese.

Abbiamo subito il goffo tentativo di Nogarin di sedersi al tavolo del porto con grandi fanfare e poi di nascondersi sotto lo stesso tavolo quando si è accorto della propria pochezza nell’affrontarne i problemi gestionali e di programma.

Lo scavalco ferroviario, con annunci periodici di mega finanziamenti in occasione di ogni elezione, sembra restare sempre lì come il progetto del Ponte di Messina.

E poi lo scavo dei fondali per garantire l’approdo delle navi di futura generazione e rendere disponibili più banchine, altre chiacchiere ormai leggendarie che dovrebbero trasformarsi in azione prima che i crocieristi e le società di navigazione perdano la pazienza definitivamente e ci lascino con le canne da pesca e tanto spazio a disposizione.

Ma esistono anche altre urgenze. Per quanto riguarda Porto 2000 le banchine oggetto della gara devono essere liberate in tempi brevi per consentire al consorzio che si è aggiudicato la concessione una piena operatività.  E’ necessario liberare l’Alto Fondale, attualmente in concessione alla Compagnia lavoratori Portuali e trasferire i loro traffici al Molo Italia, cosi’ come va risolta la questione del Tco che dalla Calata Orlando dovrebbe operare in un tratto di banchina della sponda est della Darsena Toscana   E’ una questione di rispetto, di legalità ma anche di credibilità di fronte a chi può desiderare di investire a Livorno.

Per ciò che riguarda i bacini di riparazioni navali, dopo quattro anni, l’Autorità Portuale deve procedere all’apertura delle buste e decretare il vincitore. In contesti seri si sarebbe aperta una procedura per danno erariale per questo colpevole ritardo. Il vincitore si deve impegnare a ridare piena funzionalità al bacino grande in muratura per la rinascita del settore della navalmeccanica, e per portare occupazione vera, non il reddito di cittadinanza dei cinque stelle. Questa è davvero una vicenda indecente, Nel corso degli anni, Enti, Istituzioni , sindacati e forze politiche, salvo pochissime eccezioni, hanno assistito in colpevole silenzio allo smantellamento di tale struttura e quando Rossi decise di affidare la demolizione del relitto della Concordia al porto di Livorno, il primo ad opporsi fu il sindacato rosso. Eh già questo avrebbe disturbato i centri commerciali e gli abitanti delle casette di Barbie realizzate nelle vicinanze del bacino, danneggiando la Lega delle Cooperative (rossa) proprietaria dell’area.  Piombino , molto più intelligente e meno legato a strani giochi locali disse di si e ottenne circa centocinquanta milioni di euro. Il relitto è poi andato a Genova , ma il finanziamento è arrivato comunque in quello scalo.    Infine la Piattaforma Europa, velocizzare al massimo le procedure per la realizzazione di questa fondamentale opera che potrà proiettare nel futuro il porto, se la futura amministrazione di Livorno sarà aperta agli investimenti, al progresso, all’imprenditoria e non perderà ancora una volta l’appuntamento con la storia.

Tanti cambiamenti di marcia che accadranno solo se si sceglie chi vuole cambiare davvero Livorno. Fratelli d’Italia è pronto , cosi come l’intero centro destra.

 

Bruno Tamburini
contrammiraglio (R) del corpo delle capitanerie di porto

Argomenti correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *